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Un Comportamento Eco Compatibile
estratto dai Quaderni della Provincia di Bergamo

Molte piccole cose,
fatte da molta piccola gente,
in molti piccoli luoghi,
possono cambiare la faccia della terra.


PROBLEMA AMBIENTALE
Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili urbani rappresenta nella dimensione che ha assunto oggi, un enorme impegno per ogni Amministrazione Pubblica.

La natura che ci circonda e che rappresenta il bene maggiore a disposizione di tutti e di ciascuno, così come gli insediamenti abitativi nei quali siamo inseriti, sono ormai letteralmente aggrediti da una marea di rifiuti di ogni tipo che noi produciamo e che è sempre più difficile tenere sotto controllo.

La prevenzione - cioè mancata produzione del rifiuto è il miglior modo per smaltire i rifiuti è quello di evitare di produrli.

Problema RifiutiEvitiamo i prodotti “usa e getta” (ad. es. posate, stoviglie, tovaglioli e fazzoletti di carta, panni per pulizia casa, rasoi, pile).
Sul mercato esistono valide alternative anche al flagello dei pannolini per l’infanzia, che rappresentano il 2% dei rifiuti urbani




Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili urbani rappresenta nella dimensione che ha assunto oggi, un enorme impegno per ogni Amministrazione Pubblica ormai costretta ad operare in territori ad elevato sviluppo e ad elevatissimi consumi.

La natura che ci circonda e che rappresenta il bene maggiore a disposizione di tutti e di ciascuno, così come gli insediamenti abitativi nei quali siamo inseriti, sono ormai letteralmente aggrediti da una marea di rifiuti di ogni tipo che noi produciamo e che è sempre più difficile tenere sotto controllo.

Il peggioramento della qualità dell’ambiente cui tutti assistiamo viene in genere collegato a cause vistose, quali scempi edilizi, distruzioni di aree naturali, massicci fenomeni di inquinamento industriale.
Scarsa importanza viene invece attribuita a tutte quelle azioni, all’apparenza insignificanti, che ognuno di noi quotidianamente compie.
Ma dalla somma delle abitudini e dei comportamenti individuali, come sottolinea il saggio proverbio cinese, derivano sempre grosse conseguenze e se la loro responsabilità nei confronti del degrado ambientale in atto non viene dai più riconosciuta, ciò è spesso dovuto unicamente a disinformazione.

Se vogliamo evitare che il problema rifiuti, per molti aspetti già allarmante, diventi in futuro sempre più grave, dobbiamo disporci ad affrontarlo con un atteggiamento culturale radicalmente diverso da quello attuale.
Dobbiamo cioè superare l’idea, purtroppo assai diffusa, che i rifiuti siano un male necessario della nostra società, una specie di tributo inevitabile che dobbiamo pagare per avere il progresso.

Che fine fanno i rifiuti?
La maggior parte dei rifiuti prodotti in Italia finisce per essere seppellita in una immensa buca chiamata discarica.
Viene così irrimediabilmente perduto il contenuto materiale ed energetico che qualsiasi oggetto - al di là del suo significato utilitaristico - possiede.
Quantitativi assai minori vengono invece avviati alla termodistruzione in impianti di incenerimento

Accanto a queste forme di smaltimento tradizionali, stanno tuttavia assumendo un’importanza crescente anche altre destinazioni per i rifiuti, alternative o complementari alle prime. Si tratta di attività volte al reinserimento di una parte dei rifiuti in un ciclo, che può essere artificiale nel caso del riciclaggio (utilizzo di materiali di pregio contenuti nei rifiuti - quali carta, metalli, vetro, plastica -, in sostituzione delle corrispondenti materie prime, per produrre nuovi oggetti), oppure naturale nel caso del compostaggio (trasformazione delle sostanze biodegradabili contenute nei rifiuti - come ad es. gli scarti alimentari - in un fertilizzante agricolo chiamato “compost”).

Prevenzione - cioè mancata produzione del rifiuto: il miglior modo per smaltire i rifiuti è quello di evitare di produrli;

Dati sulla Provincia di Bergamo:
Ogni Bergamasco produce in media 350 kg di rifiuti urbani all’anno.
Poiché smaltire 1 kg di rifiuti urbani costa circa 350 L, una semplice moltiplicazione ci rivela che un comune di 1.000 abitanti deve spendere annualmente più di 120 milioni per far sparire ciò che i suoi cittadini scartano. Il calcolo riferito all’intera popolazione provinciale fornisce l’impressionante cifra di 120 miliardi di lire.
Questi soldi vengono pagati, attraverso la tassa rifiuti, da tutti noi.
Se pensiamo a che cosa servono, è proprio il caso di dire che vengono “gettati via”...

Il principio della “prevenzione” trova grandi possibilità di applicazione non solo nelle fasi di produzione e confezionamento/distribuzione dei beni, ma anche a livello domestico.

Ogni volta che acquistiamo un oggetto rischiamo anche di comprare un rifiuto. Perciò, se nella scelta dei prodotti teniamo conto, oltre che della qualità e del prezzo, anche del loro impatto ambientale, possiamo diminuire il quantitativo di rifiuti che poi dovremo smaltire. Ma non dimentichiamo che, come consumatori, abbiamo anche il potere di orientare l’attività delle aziende produttrici (un potere limitato se riferito singolarmente a ciascuno di
noi, ma enorme se moltiplicato per milioni di persone)

Ecco alcune indicazioni per effettuare degli acquisti ragionati:

  • La prima regola è comprare solo ciò che effettivamente ci serve e che siamo sicuri di consumare (evitando ad es. di riempirci gli armadietti di farmaci...destinati a rimanere inutilizzati perché scaduti). Ogni volta che ci viene voglia di acquistare qualcosa, chiediamoci se lo facciamo per soddisfare un bisogno reale oppure un bisogno indotto dalla pubblicità o da altre forme di condizionamento

  • Preferiamo i prodotti che durano a lungo e che, se si rompono, possono
    essere riparati.

  • Evitiamo i prodotti “usa e getta” (ad. es. posate, stoviglie, tovaglioli e
    fazzoletti di carta, panni per pulizia casa, rasoi, pile).
    Sul mercato esistono valide alternative anche al flagello dei pannolini per l’infanzia, che rappresentano il 2% dei rifiuti urbani

  • Preferiamo i prodotti e gli imballaggi riutilizzabili (vuoti a rendere, accendini ricaricabili, rasoi riutilizzabili, pile ricaricabili). Una bottiglia da 1 lt. in vetro a rendere, che viene nuovamente riempita in media per 40 volte, è in grado di sostituire 27 bottiglie di plastica da 1,5 lt e ben 120 lattine di alluminio!

  • Per non pagare due volte gli imballaggi (cioè al momento dell’acquisto della merce e, quando li si getta via, con la tassa rifiuti), diamo sempre la nostra preferenza ai prodotti sfusi rispetto a quelli confezionati, o - se ciò non è possibile - scegliamo prodotti con imballi poco voluminosi. Ecco qualche esempio pratico: à
    - preferiamo le “confezioni famiglia” a quelle monodose;
    - non compriamo frutta, verdura, carne confezionata in vaschette di polistirolo o altro materiale plastico;
    - consumiamo cibi di stagione invece che conservati in scatola oppure surgelati (la cui conservazione, attraverso la “catena del freddo” comporta oltretutto enormi consumi di energia rispetto ad altri metodi). Analogamente evitiamo crackers e snack salati (il pane del nostro fornaio di fiducia è sicuramente anche più genuino) e frutta esotica (la cui coltivazione nei paesi tropicali ed il trasporto fin sulle nostre tavole comportano conseguenze ambientali gravissime);
    - il latte in polvere per bambini dovrebbe essere usato solo in caso di reale necessità, perché l’allattamento al seno, che è la sua alternativa naturale, risulta preferibile da molti punti di vista (limitandoci all’impatto ambientale, ricordiamo che esso richiede - oltre al confezionamento - anche campi per coltivare i mangimi, allevamenti spesso intensivi, un processo di lavorazione ad alte temperature ed un trasporto con alti costi energetici). Anche altri cibi preparati per l’infanzia possono essere ridotti al minimo indispensabile, preparando in casa ottimi frullati e succhi di frutta che possono rimpiazzare gli omogeneizzati.
    - preferiamo il sapone in saponetta a quello liquido in flacone di
    plastica;
    - preferiamo i detersivi “alla spina” o a ricarica (se non disponibili, quelli in scatola sono comunque preferibili a quelli in contenitore di plastica).
  • Infine, quando gli imballaggi sono proprio inevitabili, scegliamoli pensando anche alla fase successiva al consumo, secondo la seguente graduatoria:
    1) quelli che impiegano materiali riciclati;
    2) quelli che impiegano materiali riciclabili.
    Ad esempio: acquistiamo le uova con imballaggio in cartone invece che in plastica, i nebulizzatori a dito invece che quelli spray, i prodotti con contenitori in vetro invece che in tetrapak o in plastica

Testo integrale in formato .pdf (342 Kb)

Si ringrazia la Provincia di Bergamo per averci permesso di utilizzare i testi sopra riportati.

Per informazioni
PROVINCIA DI BERGAMO
Settore Ambiente - Osservatorio Rifiuti
Via Sora, 4 - BERGAMO
Tel. 035 387526 - 387557
Fax. 035 387597
http: // www.provincia.bergamo.it
E-mail: osservatorio.rifiuti@provincia.bergamo.it


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