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INCHIESTA - Pannolini usa e getta: meglio non usarli Nessuna garanzia "Non è possibile escludere in modo definitivo - ha dichiarato il tossicologo e immunologo Jörg Öhlmann dell'istituto superiore Zittau in Germania curatore dello studio per Greenpeace - che la particolare composizione dei prodotti Pampers possa risultare nociva per la salute dei bambini, molto più sensibili degli adulti, anche in base alla funzione stessa dei pannolini". Come hanno reagito le aziende coinvolte alla denuncia di Greenpeace? La Pampers ha negato la presenza di tale sostanza nei propri pannolini, aggiungendo che comunque, i quantitativi rilevati da Greenpeace non rappresenterebbero nessun rischio per i bambini. Anche i produttori dei pannolini Fixies hanno garantito l'assoluta sicurezza dei loro prodotti; mentre la dottoressa Gunhild Kilian-Kornell, portavoce dell'associazione dei medici pediatri tedeschi, ha confermato che: ".il tributale, alle concentrazioni rilevate da Greenpeace, non costituisce alcun pericolo per la salute dei neonati, anche se sarebbe auspicabile che tali sostanze nocive non fossero presenti nei prodotti per bambini .". Fatto sta che nuove analisi eseguite sempre da Greenpeace Germania, alcuni mesi dopo il primo rilevamento. Su nuove confezioni di pannolini delle stesse marche incriminate, non hanno rilevato più tracce di Tbt, ed anche gli altri composti di stagno meno tossici (dibutile e monobutile) sono risultati presenti in quantità molto inferiori a quelle ritrovate nelle analisi di maggio. Cosa è accaduto? Probabilmente, la verità non si saprà mai, ma è certo che qualcosa è cambiato, almeno in Germania, nel ciclo di produzione dei pannolini.
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