|
![]() |
![]() |
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
INCHIESTA - Pannolini usa e getta: meglio non usarli Impatto ambientale In passato sono stati effettuati numerosi studi per confrontare l'impatto ambientale dei pannolini. Nel 1991, furono resi pubblici due importanti studi condotti da Lentz e Little, entrambi finanziati dalla Proctor e Gamble, produttrice dei Pampers. Qualche anno più tardi, Il Women's Environmental Network (Wen), un'agguerrita associazione di donne inglesi, incaricò la società di Consulenza Landbank di sottoporre a revisione critica i due studi sopra citati.
La nuova ricerca riscontrò che sia Lentz che Little si erano concentrati sulla fase di "utilizzo", in cui i pannolini riutilizzabili hanno il loro maggiore impatto, escludendo le altre fasi. Inoltre i pannolini mono-uso producono 2,3 volte più acque di scarico e 30 volte più rifiuti solidi. Richiedono tra 4 e 30 volte più terra per la coltivazione di materie naturali rispetto a quelli riutilizzabili, senza contare l'impatto di altri fattori quali l'utilizzo di pesticidi. Non soddisfatte, le attiviste del Wen usarono il rapporto Landbank come base per un ricorso di fronte alla Authority sulla pubblicità contro l'affermazione della Proctor e Gamble che l'impatto ambientale dei pannolini usa e getta non è sostanzialmente peggiore rispetto a quello dei pannolini di tessuto. Le argomentazioni del Wen furono confermate, tanto che l'Authority vietò alla Proctor e Gamble "di affermare che le conclusioni contenute negli studi da questa commissionati potessero essere generalmente accettate". Dopo tale ordinanza la Proctor e Gamble ha di fatto cessato di utilizzare argomentazioni ambientaliste per pubblicizzare i propri pannolini nel Regno Unito.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
![]() |
![]() |
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||